CIRCOLARE FEBBRAIO 2021

 

GARDEN CLUB FERRARA

 

Ferrara, 1 febbraio 2021

 

Care socie, cari soci,

eccoci con alcune informazioni ed iniziative. Continuiamo nell’impegno di tutela e cura degli spazi verdi di Ferrara e, come leggerete di seguito, stiamo mettendo alla prova la nostra inventiva nell’organizzare contatti ‘virtuali’.

Il nostro primario obbiettivo è mantenere vivo il contatto con i nostri soci ed è anche per questo che abbiamo deciso di mandare la nostra lettera ogni mese, fino a quando non potremo di nuovo incontrarci.

Un abbraccio, nella speranza di trovare tutti in buona salute.

 

Evento

Martedì 9 febbraio 2021 dalle ore 9:30

Sagrato della Chiesa di S. Girolamo – Via Savonarola – Ferrara

 

“VIII GIORNATA NAZIONALE DEGLI ALBERI 2020”

(già prevista per il 21 novembre 2020 e rinviata per la pandemia)

 

 “Immortalità e salute degli Alberi.

Il caso delle antiche Robinie del Sagrato di San Girolamo a Ferrara”

La giornata è dedicata alla manutenzione e messa in sicurezza delle robinie del Sagrato della Chiesa di San Girolamo di Ferrara. Il piccolo bosco di vetuste robinie è divenuto il genius loci, lo spirito del luogo, ciò che motiva da molti anni il Garden Club Ferrara a prendersene cura, ancor più dopo la drammatica esperienza della pandemia.

È anche l’occasione per divulgare una lezione di “arboricoltura etica” en plain air e di arrampicata alla chioma degli alberi praticata dalla ditta Treeclimber di Vittorio Pagnoni (certificata I.S.A. e membro S.I.A.- Società Italiana di Arboricoltura), con cui il Garden Club Ferrara è in convenzione dal 2018.

Il programma prevede brevi interventi da parte di:

  • Alessandro Balboni – Assessore Ambiente Comune Ferrara, per un saluto
  • Marco Lorenzetti – Ufficio Verde Comune Ferrara, “Garden Club Ferrara Ufficio Verde”
  • Gianna Borghesani – Presidente del Garden Club Ferrara, “Garden Club Ferrara e Verde Pubblico: un impegno trentennale”
  • Paola Roncarati – Vice Presidente del Garden Club Ferrara, “Rigenerazione urbana dopo la pandemia”
  • Giovanni Morelli – arboricoltore e agronomo naturalista, esperto di valutazione di stabilità degli alberi, “Immortalità degli alberi. Il caso delle robinie di S. Girolamo di Ferrara”.
La manifestazione sarà pubblicizzata tramite la stampa locale, trasmessa in diretta sulla nostra pagina Facebook: https://www.facebook.com/gardenclubferrara2018 e sarà poi realizzato un filmato con gli interventi ed i momenti più importanti, che sarà reso disponibile nel nostro Canale YouTube :https://youtube.com/channel/UCyGeruX1pW6rfYSDNYZIYOg

 

Una Nota su questo nostro impegno decennale:

Il Garden Club Ferrara, con un impegno sia economico che di volontariato, ha “adottato” le vecchie robinie del sagrato di S.Girolamo per mantenerle in vita e contemporaneamente garantirne una accettabile stabilità e quindi sicurezza, cercando di sottrarre al degrado questo come altri spazi verdi di via Savonarola e non solo, fin dal lontano 1996.

L’esperienza del volontariato manutentivo sui sagrati, disinteressato e competente, da parte di soci del Garden Club Ferrara, sotto la presidenza illuminata di Marisa Pansini prima e di Giulia Vullo poi, fu straordinaria, riconosciuta e celebrata dai Garden Club di tutta Italia. La manutenzione del Sagrato di S Girolamo prima (2001) e la successiva adozione del gruppetto di robinie, sottratte a morte sicura naturale o… violenta, rendono ancora oggi, anzi, soprattutto oggi, il Sagrato con le sue robinie un magico fiore all’occhiello del nostro club. E vorremmo che in questo modo fosse colto ed ammirato da chi lo osserva sostandovi.

L’impegno della potatura è sostenuto economicamente da più di 20 anni dal Garden Club Ferrara assieme alla ditta Treeclimber di Vittorio Pagnoni, con la consulenza gratuita del socio Giovanni Morelli.

 

 Composizione floreale

Dopo il video sulla realizzazione del centro tavola di Natale, abbiamo pensato di allietarvi con un’altra decorazione floreale sul tema:”Bulbi colorati per uscire dall’inverno, aspettando la primavera”.

A fine febbraio il nuovo filmato sarà disponibile sul nostro canale YouTube: https://youtube.com/channel/UCyGeruX1pW6rfYSDNYZIYOg

Vi comunicheremo la data precisa di pubblicazione.

 

Adesione al Garden Club

  • Ricordiamo che la quota annuale 2020-2021 è di 50 € (15 € per socio familiare) e può essere versata tramite bonifico al c/c intestato a GARDEN CLUB FERRARA con iban: IT96P0538713004000000018940;
  • Vista la particolare situazione che stiamo vivendo, chi volesse potrà chiedere il ritiro al proprio domicilio della quota in contante, per accordarsi basterà chiamare Franca al 3395873656;
  • Con la finalità di avvicinare quante più persone al Garden Club, abbiamo pensato a questa iniziativa: i nostri soci potranno offrire l’adesione al nostro Club ad un parente, amico, conoscente, che sarà gratuita per un anno; ai soci proponenti verrà fatto dono di bulbi o semi.
 

Organizzazione

Abbiamo già creato il gruppo di Whatsapp “Garden Club Ferrara” con oltre 50 soci.

Ricordiamo che questo è un nostro ulteriore canale di informazione per aggiornare in tempi brevi chi non utilizza la posta elettronica.

 

 

 Il Consiglio Direttivo

Garden Club Ferrara

 

 

 

 

Stiamo avviando il ‘gruppo di redazione’ che seguirà la pubblicazione di brevi scritti dei nostri soci sui/nei giardini; in questa attesa vi teniamo compagnia con un racconto tratto da “L’anno del giardiniere” di Karel Čapek (1890-1938) scrittore, drammaturgo e critico ceco.

 

IL FEBBRAIO DEL GIARDINIERE

Il giardiniere in febbraio prosegue i lavori di gennaio in quanto coltiva principalmente il tempo. Giacché sappiate che febbraio è un periodo pericoloso che minaccia il giardiniere con gelate, sole, umidità, siccità e venti; il mese più breve, questo mese che, tra tutti i mesi, è come un uovo marcio in una covata, questo mese nato prematuro, bisestile e assolutamente inaffidabile, si distingue tra tutti gli altri per le sue perfide malignità; state attenti a lui. Di giorno lusinga i cespugli per ottenerne i germogli e di notte li brucia; con una mano ci alletta e con l’altra ci fa marameo. Lo sa il diavolo perché negli anni bisestili si aggiunge un giorno proprio a questo instabile, catarroso, malevolo, nanerottolo d’un mese; nell’anno bisestile si dovrebbe aggiungere un giorno al bel mese di maggio, perché ne avesse trentadue, e sarebbe fatta. Ma che cosa possiamo farci, noi giardinieri?

Un altro lavoro stagionale di febbraio è la caccia ai primi segni della primavera. Il giardiniere non fa caso al primo maggiolino o alla prima farfalla, che di solito nei giornali danno inizio alla primavera; in primo luogo, non gli importa di nessun maggiolino e, in secondo luogo, la prima farfalla è di solito l’ultima dell’anno appena trascorso che ha dimenticato di morire. I primi segni della primavera che il giardiniere ricerca sono più sicuri. E sono:

1 – i crochi, che gli spuntano nell’erba come punte gonfie e tozze; un giorno la punta scoppia (fenomeno a cui ancora non ha mai assistito nessuno) e produce una spazzola di foglie di un bel verde; e questo è il primo segno della primavera;

2 – i listini prezzo dei vivai che gli porta il postino. Sebbene il giardiniere li conosca a memoria (così come l’Iliade comincia con le parole “Menin aeide, thea” questi cataloghi cominciano con le parole: acaena, acantholimon, acanthus, achillea, aconitum, adenophora, adonis e così via, cosa che ogni giardiniere riesce a recitare a menadito), tuttavia li legge accuratamente da acaena fino a walhembergia oppure yucca, sostenendo una dura lotta su che cosa dovrebbe ancora ordinare;

3 – i bucaneve sono un altro annuncio di primavera; dapprima sono delle piccole cime di un verde pallido, che fanno capolino dal terreno; in seguito, queste cime si separano in due grassi dicotiledoni, ed è fatta. Poi, fioriscono già all’inizio di febbraio, e vi dico che nessuna palma della vittoria, né l’albero della conoscenza né il lauro della gloria sono più belli di quel calice bianco e fragile su uno stelo pallido che oscilla al vento freddo e umido;

4 – i vicini sono un altro segno certo della primavera. Non appena si affrettano in giardino con la vanga e con la zappa, con le cesoie e con la rafia, il mastice per gli alberi e polveri di ogni tipo per il terreno, il giardiniere esperto capisce che si avvicina la primavera; allora indossa un paio di vecchi pantaloni e si affretta in giardino con la vanga e con la zappa in modo che i suoi vicini capiscano che la primavera si avvicina e si comunichino attraverso la siepe questa lieta notizia.

Il terreno si apre, ma ancora non produce foglie verdi; lo si può ancora considerare così com’è: un terreno spoglio e in attesa. È ancora l’epoca di concimare e di vangare, di dissodare, smuovere e rimescolare. Quindi il giardiniere constata che il suo terreno è troppo duro, troppo umido oppure troppo sabbioso, troppo acido o troppo secco; in breve esplode in lui la bramosia di migliorarlo in qualche modo. Sappiate che il terreno si può migliorare con migliaia di mezzi diversi; sfortunatamente il giardiniere di solito non li ha a portata di mano. In città è alquanto difficile avere a casa precisamente sterco di colombo, foglie di faggio, letame di mucca decomposto, intonaco vecchio, torba vecchia, erba decomposta, terra di talpa sgretolata, humus di bosco, sabbia di fiume, limo di fiume, terreno di brughiera, carbone di legna, cenere di legna, ossa macinate, polvere di corno, vecchio scolo di letame, stallatico di cavallo, calce, sfagno, residui marciti di ceppi e altre sostanze nutritive, benefiche e che rendono il terreno soffice, senza contare una buona quantità di fertilizzanti a base di azoto, magnesio, fosfato e di ogni altro tipo.

Ci sono, a dire il vero, momenti in cui il giardiniere desidererebbe curare, rivoltare e creare composte di tutti quei nobili terricci, ingredienti e concimi; purtroppo poi nel giardino non gli resterebbe spazio per le piante. Quindi, si limita a migliorare il terreno come può; afferra in casa gusci d’uovo, brucia le ossa avanzate del pranzo, conserva le proprie unghie tagliate, raccoglie la fuliggine dal camino, per strada infila con il bastone un bello sterco di cavallo, e sotterra tutto ciò nel suo terreno; poiché sono sostanze tiepide, fertilizzanti e che rendono soffice il terreno. Tutto quello che esiste si divide in ciò che giova al terreno oppure no. Solo una vile vergogna trattiene il giardiniere dall’uscire a raccogliere per la strada quello che il cavallo ha sparso; ma ogni qualvolta vede sul selciato un bel mucchio di letame, si limita a sospirare davanti a quello spreco di dono divino.

Quando si immagina quella montagna di concime nel cortile della fattoria…lo so, ci sono ogni tipo di polveri nelle scatole di latta; puoi comprare tutto quello che desideri, sali, essenze, scorie e farine di ogni tipo, puoi vaccinare il terreno con i batteri; puoi lavorarlo in camice bianco come un assistente all’università o in farmacia. Puoi fare tutto questo, giardiniere di città; ma quando immagini quella montagna marrone e grassa di concime nel cortile della fattoria…

Ma vi devo informare che i bucaneve già fioriscono; anche l’hamamelis fiorisce di stelline gialle e l’elleboro porta grossi boccioli; e se guardate senza sosta (nel frattempo dovete tenere il fiato sospeso), scoprite germogli e getti quasi su tutto; la vita sale dal terreno con migliaia di tenui pulsazioni.

Noi giardinieri non ci arrendiamo più, noi ci affrettiamo alla ripresa vegetativa.

 

 

 

 

 

 

 

 

I nostri contatti

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