“Ville, giardini e cantine fra Veneto e Friuli” Gita a villa Maser e Villa Brandolini d’Adda
Le immagini della gita organizzata il 14 ottobre per i nostri soci.
Villa Barbaro a Maser, costruita tra il 1555 e il 1560 dall’architetto vicentino Andrea Palladio per i patrizi veneziani Daniele e Marcantonio Barbaro, rappresenta la più compiuta espressione del suo stile nell’ambito dell’architettura di villa.
Palladio infatti elaborò la nuova tipologia di villa di campagna intesa non come semplice luogo di svago, ma come residenza padronale e centro di un’azienda agricola. La Villa di Maser, Villa d’Este a Tivoli e Villa Gambaro a Bagnaia, tutte costruite nel terzo quarto del Cinquecento, rappresentano le tre ville-giardino più importanti del Rinascimento italiano, avendo inaugurato la tradizione del giardino aperto o giardino-paesaggio. Ed in questo senso la Villa di Maser rappresenta al meglio la concezione del giardino rinascimentale come integrazione ed armonia fra ciò che è costruito e ciò che è naturale.
Patrimonio dell’Umanità UNESCO, la villa custodisce al suo interno il più importante ciclo di affreschi di Paolo Veronese. Il giardino è stato di recente restaurato nell’ambito del programma di PNRR denominato “Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici”.
A Sacile, in provincia di Pordenone, Villa Brandolini d’Adda per una visita guidata. L’area su cui sorge la villa fu acquistata attorno al 1780 dalla famiglia Brandolini che avviò una moderna ed efficiente azienda agricola, mentre la costruzione della villa e di tutti gli altri edifici terminò nel 1872. Nel 1965 il conte Brando Brandolini d’Adda e la moglie affidarono la riorganizzazione e l’ampliamento del parco a Russell Page che lo trasformò in un “grande parco romantico nella tradizione del giardino russo dell’Ottocento”. Famosa è la collezione di orchidee, iniziata dai proprietari negli anni sessanta del secolo scorso: attualmente nelle serre sono coltivate circa mille piante la cui fioritura inizia ad ottobre, con quella delle Cattleya e termina a fine febbraio, con quella della parete verticale di Paphiopedilum.
Il giardino è inserito nel circuito dei Grandi Giardini Italiani.
Al termine della visita una degustazione di vini dell’azienda nella cantina storica.
